Salve, forse per la prima volta io e mia moglie ci siamo trovati in grandissima difficoltà per una questione legata alla nostra figlia di quasi 11 anni, la più grande di tre figli.

Tutto nasce da una lettera anonima scritta in classe contro una sua ex compagna che non parlava bene di un’amica di mia figlia; in poco tempo le accuse sono ricadute su nostra figlia e sulla sua amica, che però hanno sempre negato. Noi conosciamo già il giudizio negativo di nostra figlia sulla persona offesa ma non potevamo pensare che arrivasse a tanto.

Tra l’altro qualche giorno fa la mamma della bimba che è stata offesa dalla lettera si è presentata a casa nostra accusando nostra figlia. E qualche giorno dopo la stessa scena si è ripetuta con la mamma della bambina che era stata accusata assieme a nostra figlia, che asseriva che era stata mia figlia a scrivere la lettera. Queste visite ci hanno messo in grandissima difficoltà perchè nostra figlia, pressata da loro e da noi, continuava a negare.

Dopo qualche giorno però nostra figlia ha confessato a mia moglie di essere stata lei a scrivere quella lettera , dicendo che aveva già chiesto scusa alla diretta interessata ma che aveva negato tutto perché si erano messi in mezzo i genitori e la metteva in imbarazzo dire la verità.

Dopo tutto ciò noi, in maniera decisa ma tranquilla, le abbiamo manifestato la nostra delusione. A questo proposito vorrei chiederle che atteggiamento è meglio tenere in questi casi in cui, probabilmente, siamo noi genitori quelli più delusi. Bisogna dare il peso che merita alla questione, come noi pensiamo, oppure si deve agire in maniera diversa?

Grazie per i consigli che vorrà darci in merito.

Un papà e una mamma “delusi”

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Cari genitori “delusi”, non so se ci sia una risposta che valga in generale. Penso che in ogni caso la cosa importante sia aiutare vostra figlia a comprendere le conseguenze di quello che ha fatto nei confronti della sua ex  compagna. Uno dei modi migliori per insegnare a bambini e  ragazzi il rispetto per gli altri, è quello di aiutarli a capire cosa prova una persona quando, in qualunque maniera, la si tratta male.

Parole come “E se fosse successo a te? E se quelle cose le avessero dette e a te tu cosa avresti provato? Saresti stata male, non è vero? Ecco la stessa cosa succede agli altri quando li trattiamo male” credo che possano aiutare molto i bambini a comprendere gli effetti di alcuni loro comportamenti.

E’ importante farlo senza drammatizzare nè colpevolizzare i figli. In questo modo non solo gli insegnerete a mettersi nei panni degli altri ma li aiuterete anche a costruire le loro mappe emotive, a comprendere il senso delle emozioni, belle e – in questo caso – brutte, per imparare a gestirle, anche all’interno di relazioni amicali.

E poi – ma mi pare che questo lo avete già fatto – bisogna insegnare loro a chiedere scusa. Questo gesto ricuce quasi sempre gli strappi e permette di ridimensionare le incomprensioni.

Dal vostro punto di vista, infine, non smettete mai di manifestare a vostra figlia una costante fiducia nella sua capacità di voler bene agli altri. Fate in modo che non si senta mai giudicata nè appesantita dai suoi errori ai vostri occhi.

Buona giornata.

Saverio Sgroi

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