“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante” (Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupery).
La relazione è ciò che più di tutto ci caratterizza come esseri umani. L’uomo è per la relazione e la relazione realizza l’umanità che c’è in noi. Ma essa va coltivata giorno per giorno, altrimenti inaridisce e muore.
In questa sezione del sito trovate alcune brevi riflessioni che ci ricordano come sia necessario non smettere mai di innaffiare la nostra rosa. Buona lettura.
Dimmi quanto lavori e ti dirò se ci saremo
Non ci voleva una ricerca per dimostrare che se uno o entrambi i partner di una coppia lavorano troppo, poi spesso finisce che ci si lascia. In una giornata ci sono 24 ore e se, tolte quelle per dormire, mangiare e fare il necessario, il tempo che resta è solo - o quasi - lavoro, è difficile far quadrare i conti. Almeno quelli affettivi. Se poi il vuoto viene riempito dalle attenzioni particolari di qualche collega, i conti spesso saltano del tutto.
Ascoltarsi
Ho paura di non essere più attraente per te. Temo che tu non mi veda più come una donna, ma come una moglie. Ho paura di non essere più all'altezza delle tue aspettative e di deluderti. La paura è un'emozione fondamentale. E non solo perché è uno dei protagonisti principali del film Inside Out ma perché senza la paura non potremmo difenderci dai pericoli della vita.
Siamo fatti dell’altro
C'è una tappa del ciclo di vita della coppia che ha un nome curioso: le lotte di potere. Si tratta di quel periodo che segue e si distingue dalla fase dell'idillio, quando l'innamoramento acceca la vista e illude che tutto andrà sempre bene perché l'amore vincerà ogni ostacolo. Presto però l'idillio finisce e ci si rende conto che non è così.
Ormai è morto
Con mia moglie abbiamo raggiunto da tempo la soglia di insopportabilità: l'enorme mole di notizie negative che ci travolge quando guardiamo i telegiornali ci ha spinto a ridurre drasticamente il nostro rapporto con la TV. Non possiamo fare a meno però di tenerci aggiornati sul web su quello che accade nel mondo. Non cambia molto ma almeno lì puoi scegliere cosa leggere e cosa no.
Come mi racconto?
"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla". Qualche giorno fa mi sono imbattuto in queste parole di Gabriel Garcia Marquez, che mi hanno fatto riflettere a lungo. Avevo appena finito di salutare una persona che era venuta a trovarmi per parlarmi di una sua difficoltà relazionale. Ci eravamo lasciati con una convinzione condivisa: il nostro rapporto con una persona è condizionato da ciò che ci è accaduto nella vita, non solo dal modo in cui viviamo quella specifica relazione o dal modo di essere di quella determinata persona.
Oltre l’orrore
Ancora una volta. E chissà quante altre volte dovremo leggere o sentire dell'ennesima violenza mortale verso una donna. Solo nei primi cinque mesi di quest'anno sono già diciotto le donne uccise, quasi tutte dai loro ex compagni. Diciotto, quasi quattro al mese. Quasi una alla settimana. Non possiamo abituarci a questi numeri. Che Dio ci salvi dal farci cadere nel fatalismo, dal pensare che "ormai è così che va il mondo".
La forza della vita
- Che titolo possiamo dare al tuo intervento? (Ci penso un momento...) - Come ti pare "La forza della vita?" - Bello, mi piace! Mi hanno chiesto di intervenire in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione del Centro Aiuto alla Vita di una cittadina siciliana. E come accade quasi sempre, tutte le volte che devo pensare al titolo di un mio intervento, fatico così tanto a trovare quello giusto che quasi mi pento di aver accettato l'invito.
Il tono giusto
Da alcuni mesi sono alle prese con una delle tante "follie" della mia vita: imparare a suonare il pianoforte. O meglio, l'organo, uno strumento musicale che mi ha sempre affascinato. Molto bello, starete pensando. E lo penso anch'io. Il punto è che imparare a farlo quasi da zero quando non hai più l'elasticità mentale di un ragazzino e soprattutto ti devi barcamenare tra mille altre cose...
Ritrovare il sapore
"Ho trovato il suo numero cercando su internet un professionista che si occupasse di problemi di coppia. Ma ho già detto a mio marito che la prossima ricerca sarà quella di un avvocato". Mi capita spesso di essere contattato da persone che mi chiedono un aiuto per dare un cambio di rotta alla propria vita di coppia, spenta dalla routine o, all'opposto, esasperata da una conflittualità irriducibile.
Punti di vista
"Non sono gli eventi ma il nostro punto di vista riguardante gli eventi che è il fattore determinante", scriveva il filosofo greco Epitteto. Non so se ne siete convinti anche voi ma credo che la possibilità di stare bene con noi stessi e con gli altri dipenda in buona parte da queste parole. Pensiamoci bene: che cosa ci permette di stare bene? Quello che ci accade o il modo in cui leggiamo quello che ci accade?
Dimmi quanto lavori e ti dirò se ci saremo
Non ci voleva una ricerca per dimostrare che se uno o entrambi i partner di una coppia lavorano troppo, poi spesso finisce che ci si lascia. In una giornata ci sono 24 ore e se, tolte quelle per dormire, mangiare e fare il necessario, il tempo che resta è solo - o quasi - lavoro, è difficile far quadrare i conti. Almeno quelli affettivi. Se poi il vuoto viene riempito dalle attenzioni particolari di qualche collega, i conti spesso saltano del tutto.
Ascoltarsi
Ho paura di non essere più attraente per te. Temo che tu non mi veda più come una donna, ma come una moglie. Ho paura di non essere più all'altezza delle tue aspettative e di deluderti. La paura è un'emozione fondamentale. E non solo perché è uno dei protagonisti principali del film Inside Out ma perché senza la paura non potremmo difenderci dai pericoli della vita.
Siamo fatti dell’altro
C'è una tappa del ciclo di vita della coppia che ha un nome curioso: le lotte di potere. Si tratta di quel periodo che segue e si distingue dalla fase dell'idillio, quando l'innamoramento acceca la vista e illude che tutto andrà sempre bene perché l'amore vincerà ogni ostacolo. Presto però l'idillio finisce e ci si rende conto che non è così.
Ormai è morto
Con mia moglie abbiamo raggiunto da tempo la soglia di insopportabilità: l'enorme mole di notizie negative che ci travolge quando guardiamo i telegiornali ci ha spinto a ridurre drasticamente il nostro rapporto con la TV. Non possiamo fare a meno però di tenerci aggiornati sul web su quello che accade nel mondo. Non cambia molto ma almeno lì puoi scegliere cosa leggere e cosa no.
Come mi racconto?
"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla". Qualche giorno fa mi sono imbattuto in queste parole di Gabriel Garcia Marquez, che mi hanno fatto riflettere a lungo. Avevo appena finito di salutare una persona che era venuta a trovarmi per parlarmi di una sua difficoltà relazionale. Ci eravamo lasciati con una convinzione condivisa: il nostro rapporto con una persona è condizionato da ciò che ci è accaduto nella vita, non solo dal modo in cui viviamo quella specifica relazione o dal modo di essere di quella determinata persona.
Oltre l’orrore
Ancora una volta. E chissà quante altre volte dovremo leggere o sentire dell'ennesima violenza mortale verso una donna. Solo nei primi cinque mesi di quest'anno sono già diciotto le donne uccise, quasi tutte dai loro ex compagni. Diciotto, quasi quattro al mese. Quasi una alla settimana. Non possiamo abituarci a questi numeri. Che Dio ci salvi dal farci cadere nel fatalismo, dal pensare che "ormai è così che va il mondo".
La forza della vita
- Che titolo possiamo dare al tuo intervento? (Ci penso un momento...) - Come ti pare "La forza della vita?" - Bello, mi piace! Mi hanno chiesto di intervenire in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione del Centro Aiuto alla Vita di una cittadina siciliana. E come accade quasi sempre, tutte le volte che devo pensare al titolo di un mio intervento, fatico così tanto a trovare quello giusto che quasi mi pento di aver accettato l'invito.
Il tono giusto
Da alcuni mesi sono alle prese con una delle tante "follie" della mia vita: imparare a suonare il pianoforte. O meglio, l'organo, uno strumento musicale che mi ha sempre affascinato. Molto bello, starete pensando. E lo penso anch'io. Il punto è che imparare a farlo quasi da zero quando non hai più l'elasticità mentale di un ragazzino e soprattutto ti devi barcamenare tra mille altre cose...
Ritrovare il sapore
"Ho trovato il suo numero cercando su internet un professionista che si occupasse di problemi di coppia. Ma ho già detto a mio marito che la prossima ricerca sarà quella di un avvocato". Mi capita spesso di essere contattato da persone che mi chiedono un aiuto per dare un cambio di rotta alla propria vita di coppia, spenta dalla routine o, all'opposto, esasperata da una conflittualità irriducibile.
Punti di vista
"Non sono gli eventi ma il nostro punto di vista riguardante gli eventi che è il fattore determinante", scriveva il filosofo greco Epitteto. Non so se ne siete convinti anche voi ma credo che la possibilità di stare bene con noi stessi e con gli altri dipenda in buona parte da queste parole. Pensiamoci bene: che cosa ci permette di stare bene? Quello che ci accade o il modo in cui leggiamo quello che ci accade?