Noi adulti siamo il passato, il presente ed il futuro dei giovani. Siamo il passato perchè costituiamo la loro storia. Siamo il presente perchè ci guardano e da noi si aspettano uno sguardo benevolo e fiducioso su di loro. E infine siamo il futuro perchè a noi guardano per immaginare quello che sarà il loro avvenire.

Si dice che l’attuale crisi educativa, in realtà, è una crisi degli adulti. Non sappiamo se è vero. Quello che sappiamo, però, è che se vogliamo che i nostri ragazzi siano migliori dobbiamo agire perchè noi per primi siamo migliori. Vediamo come, leggendo alcuni dei punti del secondo capitolo del libro La sfida educativa giorno per giorno, dedicato proprio agli adulti.

14 gennaio

Gli adulti di domani sono quei ragazzi che oggi ci guardano e ci chiedono di mostrare loro che vale la pena giocarsi la vita per qualcosa di grande.

16 gennaio

Sforziamoci di essere noi per primi esempi da imitare. Modelli non perfetti ma realistici, cioè impastati di umanità: desiderosi di mostrare il meglio di noi stessi ma anche senza il timore che si vedano i nostri limiti.

18 gennaio

La cultura del provvisorio è una palla al piede che frena la crescita dei ragazzi. Diventa devastante quando a diffonderla sono coloro che dovrebbero educare.

20 gennaio

“I giovani di oggi, i tempi odierni, la società attuale... ”. Chi comincia con queste parole è più vecchio di almeno vent’anni.

23 gennaio

La maieutica dovrebbe essere l’arte di ogni educatore. Mi correggo: di ogni adulto, perché un adulto è sempre un punto di riferimento - nel bene o nel male - per i più giovani.

27 gennaio

Non è vero che i giovani oggi non hanno più sogni. Semmai glieli abbiamo spenti noi adulti mostrando loro i nostri incubi.

30 gennaio

“Chi sono, da dove vengo, dove vado? ”, si chiede prima o poi ogni essere umano. A noi adulti spetta il compito di favorire la risposta alla seconda e soprattutto alla terza domanda. Solo così i ragazzi saranno in grado di rispondere alla prima.

5 febbraio

“Non esiste vento a favore per il marinaio che non conosce il porto di arrivo”, scriveva Seneca. Senza un progetto non c’è futuro. Oggi i ragazzi continuano a sognare e non potrebbero fare altrimenti, perché è impossibile vivere senza sogni. Ma fanno fatica a progettare, perché molti adulti hanno spento i riflettori che illuminano la rotta verso il porto di arrivo. E spesso lo hanno anche cancellato dalla mappa.

Potrete leggere tutti i punti su:

La sfida educativa giorno per giorno

Ti è piaciuto l'articolo?

Dai un voto a questo articolo

Media dei voti 5 / 5. Totale voti: 2

Questo articolo non è stato ancora votato. Puoi essere il primo a farlo

Mi dispiace che l'articolo ti sia piaciuto poco

Scrivi per favore cosa non ti è piaciuto, mi daresti un feedback utile