Questa mattina ho faticato molto a fare questa riflessione. Il pensiero ha dovuto farsi strada tra i mille pensieri che, in questi giorni di ripartenza, affollano la mente. Preoccupazioni, speranze, dubbi (tanti), certezze (poche). Ho dovuto sforzarmi non poco per ascoltarmi e mettere nero su bianco queste righe.
Ho pensato alle nostre relazioni e alla fatica di ascoltare quando il dialogo è coperto dai rumori e la comunicazione diventa difficile.
Per ascoltare c’è bisogno di silenzio. Ma se vogliamo farlo bene, al silenzio dobbiamo aggiungere lo spazio. Uno spazio interiore che deve essere libero da pregiudizi, distrazioni, opinioni personali. Solo così potremo comprendere e apprezzare in tutta la loro pienezza le parole di chi ci sta parlando. Se lo faremo, potremo arricchirci del punto di vista dell’altro, anche se fosse molto distante dal nostro. Se non lo faremo, avremo perso un’occasione per crescere. E probabilmente il nostro ascolto sarà sempre filtrato da ciò che, in realtà, vogliamo sentire.
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