«I cittadini considerino l’auto-lockdown»: così ha dichiarato ieri il segretario generale del sindacato dei medici di base, dopo l’ennesimo preoccupante incremento di contagi Covid in Italia. «Ciò che non è necessario in questo momento deve essere sacrificato in nome della salute pubblica», ha aggiunto.
Facile a dirsi. Un po’ meno a farsi. Perchè la salute pubblica è fatta anche della somma degli stati di salute individuali. E la salute non è solo assenza di malattia ma uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale. Parole scritte oltre vent’anni fa nientemeno che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ora, non si tratta di promuovere atteggiamenti incoscienti ma intelligenti. E di avere anche un po’ di fiducia nelle persone e nel loro senso di responsabilità.
Perchè a chiudersi in casa indiscriminatamente, caro dottore, forse non ci si contagia, ma si muore lo stesso. Si muore di solitudine.
E la solitudine, la mancanza di relazione, la diffidenza, la paura del prossimo, uccidono più del virus.
Ripeto, non sto invogliando chi legge all’irresponsabilità.
Siamo prudenti. Cerchiamo di usare tutte le misure necessarie a limitare i contagi. Ma restiamo umani: e si rimane umani solo se si continua ad incontrare altri esseri umani.
Lo diciamo in tanti modi quando parliamo dei danni dei social network. E lo diciamo da anni, ormai. Ma forse ha fatto più danni il covid in pochi mesi che Facebook in tanti anni.
Proteggiamoci, ma restiamo umani.
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