Ciao, ho partecipato agli incontri di UNA STORIA UNICA che mi hanno aiutato a chiarire molti dubbi sugli argomenti che hai trattato.
Ho riflettuto su aspetti poco considerati fino ad oggi; tuttavia ho ancora un interrogativo che talvolta torna a tormentarmi. Si dice spesso che chi ama non ha occhi per nessun altro al di fuori del suo partner, quindi il fatto che io possa provare attrazione o interesse per una persona nonostante sia fidanzata da anni con un ragazzo che amo, è un segnale che la relazione che ho con lui è da rivalutare?
Mi capita a volte di incontrare dei ragazzi che appaiono interessanti e che possiedono delle caratteristiche che mi piacerebbe possedesse il mio ragazzo; in un primo momento ne rimango affascinata però non molto tempo dopo mi soffermo a riflettere su ciò che di positivo ho scoperto nella persona che mi sta accanto, piuttosto che su ciò che non ho riscontrato esserci. Rifletto sul fatto che forse questi pregi potrei non trovarli nella persona per cui ho provato attrazione e che probabilmente potrei anche non trovarli in nessun altro, per cui la “scorciatoia” di cambiare partner potrebbe risultare poco produttiva e soltanto momentaneamente appagante.
Precisato che questo interesse non è mai stato seguito da fatti concreti ma, al contrario, essi sono stati volontariamente evitati per rispetto nei confronti del mio fidanzato che considero un ragazzo fantastico, dovrei considerarlo come uno spunto per riflettere sulla mia relazione?
Magari la persona che mi sta accanto adesso non è quella con cui vorrei condividere tutta la mia vita, o magari la mia attrazione verso un altro ragazzo può semplicemente considerarsi un apprezzamento verso la sua persona e quindi assolutamente legittima?
Mary Poppins
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Cara Mary Poppins, la prima cosa che ho pensato leggendo la tua lettera è che le risposte alle tue domande stanno proprio in quello che mi hai scritto!
Vedi, per ciascuno di noi è molto difficile non essere toccati dal fascino della novità, soprattutto quando questa prende forma in una persona “nuova” che ci fa considerare “vecchia”, abituale e monotona la relazione con colui o colei che amiamo. È l’esperienza del marito che a lavoro conosce una collega che gli sembra migliore della moglie (succede anche alla moglie nei confronti del marito). Ma non succede solo nelle relazioni. Tutto ciò che è nuovo ci affascina: pensa allo studente che inizia a studiare con entusiasmo una materia nuova senza aver chiuso i conti con un’altra che invece gli è diventata pesante e noiosa, o ancora al bambino che smette di giocare con le costruzioni che ama tanto perché viene ipnotizzato da un giocattolo che gli hanno appena regalato.
Anche se a volte davanti a ciò che è nuovo ci spaventiamo, il più delle volte la novità ci solletica e ci stuzzica. È sempre stato così e ancora di più lo è oggi in un mondo che ha fatto del culto della novità una sorta di “mantra” dell’esistenza.
Il problema è che molto spesso la novità, quando smette di essere tale, perde tutto il suo fascino e ci riporta alla realtà. Sono le tue stesse parole a ricordarmelo ancora una volta: in un primo momento ne rimango affascinata però non molto tempo dopo mi soffermo a riflettere su ciò che di positivo ho scoperto nella persona che mi sta accanto, piuttosto che su ciò che non ho riscontrato esserci.
Ricordo ancora una ragazza di un paese siciliano che, durante un incontro, mi chiese cosa fare per non annoiarsi nel rapporto col proprio ragazzo. In quella occasione ho avuto ancora una volta conferma che una delle cose che più ci spaventa in una relazione è che arrivi la noia a spegnerla, appiattirla, renderla monotona. Che non abbiamo più nulla da dirci con la persona che amiamo. Che pensiamo di sapere ormai tutto di lei e che non ci sia più nulla di nuovo che possa mettere il sale nel nostro rapporto. E che sia arrivato il momento, forse, di cambiare partner…
Ancora una volta, mi chiedo: sarebbe la soluzione migliore? Sei sempre tu a rispondermi: la “scorciatoia” di cambiare partner potrebbe risultare poco produttiva e soltanto momentaneamente appagante.
Insomma, direi che da parte mia ho davvero poco da aggiungere a quello che tu scrivi. Faccio solo una considerazione che tiene conto della mia esperienza personale: quando tieni ad una persona, devi sapere che prima o poi ti troverai a dover andare controcorrente, a spingere perché la strada si fa momentaneamente in salita, a non sentire più quello che fino a poco tempo prima sembrava ovvio e scontato, a fare i conti con la stanchezza del rapporto umano, di ogni rapporto umano.
Che fare allora? Prendere la scorciatoia di cui hai parlato tu? Molti lo fanno e cambiano partner, per poi ritrovarsi, dopo un po’ di tempo a rifare la stessa fatica quando la nuova relazione è diventata ancora una volta stanca.
C’è un’altra strada, sicuramente più faticosa ma secondo me più appagante: quella di costruire la tua relazione, giorno dopo giorno, mettendoci tutta la creatività di cui l’amore è capace. Diventa amica del tuo ragazzo, perché senza amicizia non ci sarà mai amore; sorprendilo con attenzioni che lui non si aspetta, e non solo il giorno del suo compleanno (anche perché proprio in questo giorno, forse, si aspetta qualcosa di speciale!); condividi con lui il tuo tempo e il tuo spazio, che equivale a rinunciare un po’ al tuo tempo e al tuo spazio per arricchire il tempo e lo spazio del “noi”.
Ci vogliono i riti, dice la volpe al piccolo principe. Nell’amore i riti sono le attenzioni che, anche dopo anni, ci si rivolge l’uno nei confronti dell’altro. Una volta rimasi colpito da un’amica che, dopo molti anni di matrimonio, non smetteva di chiamare suo marito “tesoro”.
Ci vogliono i riti. E allora non ci sarà “novità” che tenga, perché la novità sarà la vostra stessa relazione, anche se durasse da trent’anni. Non credi? Corri a fargli una sorpresa, piccola, ma che non si aspetta e vedrai come reagisce. Continua a farlo e vedrai come continua a reagire. Chiedigli di fare altrettanto con te. E se è l’uomo della tua vita starai mettendo le basi della vostra storia. Se non lo è starai comunque imparando ad amare. Insomma, ne vale comunque la pena!
Saverio
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