Sono al primo anno di università e tra i colleghi del mio corso ho conosciuto una ragazza con cui condivido moltissime passioni e con cui ho un buonissimo rapporto, anche di amicizia. Una sera le ho detto in un discorso un po’ imbarazzato da entrambi i lati che mi sarebbe interessato approfondire il rapporto ma lei mi ha risposto che in quel momento non aveva intenzione di prendersi impegni perché voleva prima che ci conoscessimo meglio e perché era in un momento impegnativo, in particolare con l’università.

Qualche giorno dopo mi ha mandato un messaggio nel quale anche lei mi manifestava interesse e confermava però che preferiva prendersi tempo, per conoscerci meglio e vedere come si sarebbe sviluppato il nostro rapporto. Io le ho naturalmente lasciato tempo anche perché tutto sommato sapevo che aveva ragione, dovevamo conoscerci meglio, cosa che abbiamo fatto in questi mesi continuando ad avere un ottimo rapporto.

Ti confesserò però che quello che provo per lei è un po’ insolito, non è l’amore bruciante che altre volte mi era capitato, ma più un insieme di ammirazione e complicità per il fatto di condividere così tante passioni, e una grandissima amicizia verso di lei, che mi piacerebbe appunto vivere da una posizione più “privilegiata”, stando insieme.

Qualche giorno fa le ho parlato nuovamente dicendole che in quel tempo avevo riflettuto e che rimanevo convinto che per me la scelta migliore sarebbe stata appunto quella di stare insieme. Ma lei è rimasta assolutamente indecisa sul cosa fare, dicendomi: “vedi… non so proprio cosa decidere, e so che non dovrei metterci così tanto tempo a fare queste scelte”. Comunque le cose che più la bloccavano erano di nuovo la paura di non avere tempo e testa per dedicarsi a una relazione a causa dello studio.

Come la volta scorsa, dopo un po’ mi ha mandato un messaggio, per ribadire, cercando di spiegare meglio, che teme di non riuscire a star dietro a tutto e che è preoccupata soprattutto dallo studio, dallo sport che pratica. Poi però ha aggiunto che ha paura anche di trovarsi a disagio nel doversi dividere tra me e le sue amiche, con le quali si trova molto bene.

Non so, mi sembra che forse esiti a iniziare una relazione proprio per paura di diventare in un certo senso dipendente da qualcun altro; è una ragazza che parla poco dei suoi problemi con le persone, magari sempre a causa di questo desiderio di restare autonoma; quando deve prendere delle decisioni cerca sempre di farlo razionalmente e a sangue freddo senza farsi prendere dai sentimenti. Infine lei non ha assolutamente nessuna esperienza in relazioni (come me d’altronde), e penso che questo sia il motivo principale per cui non vuole fare passi avanti, forse li vede come dei salti nel buio.

Ultima riflessione: è possibile che questo sia dovuto a un mio atteggiamento troppo diretto, ma anche poco emozionale, che ci ha appunto impedito di coinvolgerci sentimentalmente? Come posso gestire questa situazione? Secondo me lei sta rinunciando a un’occasione per paura di problemi del tutto ipotetici. Io infatti, forse più impulsivamente, proverei a metterci insieme per vedere come va, ma lei è bloccata per quello che ti ho scritto sopra. Naturalmente però tutte le mie assunzioni potrebbero essere assolutamente sbagliate… Io non so proprio cosa fare, se distaccarmi da lei per un periodo per lasciarla un po’ per i fatti suoi, se invece coltivare l’amicizia in attesa magari di qualcosa nel futuro, o chi lo sa.

Grazie mille per la tua disponibilità e il tuo interesse.

Davide

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Caro Davide, ho letto diverse volte il tuo lungo messaggio, proprio per cercare di comprendere meglio la situazione. Ovviamente posso solo immaginare, non essendo lì e soprattutto non essendo nella mente e nel cuore di ciascuno di voi due. Mi limiterò quindi a fare alcune riflessioni, facendo mie le tue stesse parole: “Naturalmente però tutte le mie assunzioni potrebbero essere assolutamente sbagliate”…

Il fatto che entrambi non abbiate esperienze passate in relazioni di coppia potrebbe essere un elemento molto positivo, perché a volte le delusioni passate possono renderci più cinici e disillusi. Però, come giustamente scrivi tu, potrebbe portare a fare qualche errore di esperienza, come l’essere troppo diretto ed emozionale da parte tua, ma dato che non ti conosco non so se possa trattarsi di un errore o del tuo modo di essere abituale.

Il problema più importante però mi sembra un altro: la paura che una relazione più impegnativa tolga tempo alla vita personale, che è quello che emerge dalle parole di questa ragazza. È una preoccupazione secondo me del tutto normale perché corrisponde a ciò che succede veramente. Il tempo è lo stesso e nel momento in cui nasce una relazione va condiviso; è inevitabile. A me sembra che, di tutto quello che scrivi, l’aspetto più importante sia proprio questo: come affrontare la paura di mettersi assieme e quindi avere meno tempo per le proprie cose?

Secondo me la risposta è semplice e complicata allo stesso tempo, ed è quella di provarci. È semplice perché è il modo migliore per conoscersi, personalmente e reciprocamente: stare assieme, frequentarsi, “sedersi ogni giorno che passa un po’ più vicino”, come ti direbbe la volpe del Piccolo principe… Non ci sono altri modi se non quello di condividere spazi e tempi assieme. Il resto o è teoria oppure sono film mentali che ci facciamo e che molto spesso non corrispondono alla realtà di chi abbiamo davanti.

Però è anche complicato, caro Davide, perché iniziare una relazione e soprattutto farla crescere ci introduce nella dimensione del desiderio, che per sua natura ci apre al mistero: l’altro è un mistero da scoprire, ciascuno di noi è un mistero per se stesso, figuriamoci quando si tratta di entrare in relazione con un’altra persona. L’aspetto più misterioso ma anche più affascinante di una relazione è che le due persone, pur rimanendo se stesse – e guai se non fosse più così, come quando uno dei due pretende di annullare l’altro – danno vita ad un terzo soggetto: il “noi“. Un soggetto che nasce, cresce e si sviluppa accanto agli altri due, l’io ed il tu.

Far convivere questi tre soggetti – l’io, il tu, ed il noi – in una relazione, è proprio la cosa più difficile. Se uno dei tre prende il sopravvento sugli altri due, la relazione soffre. Ed è proprio quello che succede in molte relazioni che finiscono per spegnersi.

“Stiamo assieme ma i miei spazi sono sacri”, dicono alcuni. Come può un atteggiamento del genere dare spazio all’altro e soprattutto al “noi”? È il predominio dell’io, oggi molto diffuso.

“Stiamo assieme e senza te non riesco a vivere”, dicono altri. Come può una relazione crescere se l’altro è per me l’unica fonte di vita e sostentamento? In altri termini, se la mia vita dipende patologicamente dall’altro? È la divinizzazione del tu, anche questa oggi molto presente, per via dell’identità fragile di molte persone.

“Stiamo assieme e le nostre vite personali devono sparire per dare spazio alla nostra relazione”, dicono altri ancora. Ma il “noi” non può soffocare la nostra vita e i nostri spazi, cioè noi stessi.

Ecco, conciliare queste tre realtà di una relazione è la cosa più difficile ma secondo me anche la più bella, come ti scrivevo. E si impara facendolo. A me sembra – ma non vorrei sbagliarmi – che questa ragazza abbia una comprensibile paura che il “noi” che può nascere dalla vostra amicizia finisca per soffocare la sua vita, togliendole tempo. Ma oggi c’è l’università, domani ci sarà il lavoro e la carriera. E se non affronta adesso la paura di togliere un po’ di tempo a queste cose, come riuscirà domani a trovare il coraggio per dare spazio a qualcos’altro nella sua vita?

La strada da seguire potrebbe essere più semplice di quanto sembri. Continuate a frequentarvi, è l’unico modo per conoscervi meglio e per vedere assieme se ad un certo punto dall’amicizia potrà nascere qualcosa in più. Forse ci vuole ancora tempo. Ma se, nonostante il tempo, non fosse così, potrebbe essere per te un segnale importante: se una ragazza non vuole togliere tempo e spazio alla sua vita, non vuole togliere tempo e spazio all’io per darne al noi, che cosa succederà quando la relazione, crescendo, chiederà ad entrambi qualche rinuncia in più per il bene della coppia?

L’amore non può fare calcoli. Anche perché, ed è ancora un mistero, il tempo, quando nasce una relazione, si riduce per ciascuno dei due ma non si dimezza affatto. È come se si moltiplicasse, perchè si aggiunge il nuovo tempo del “noi”, che è molto di più di quello che viene sottratto a ciascuno… Ma questo non lo posso spiegare. Lo si capisce vivendolo. Un abbraccio.

Saverio

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