E’ difficile trovare qualcuno in grado di parlar bene dell’anno che sta per finire. Un anno che nessuno, il 31 dicembre del 2019, avrebbe mai immaginato fosse così funesto.
Un anno che ci ha tolto il calore dell’abbraccio, della vicinanza, del contatto fisico. Che ci ha fatto stare chiusi in casa, nostro malgrado. Che a molti ha fatto perdere il lavoro. Che a molti altri ha fatto perdere la vita.
Un anno che ci ha instillato sfiducia nei confronti del vicino, fosse pure quello più caro. Che ha deturpato la bellezza della relazione, di cui abbiamo bisogno come l’ossigeno per realizzare appieno l’umano che c’è in noi. Un anno che ci ha raffreddati e che ha fatto di tutto per renderci un po’ meno esseri umani.

Stasera molti vorranno sparare all’anno appena concluso, come si fa l’ultimo giorno di un anno che se ne va. Probabilmente dovranno limitarsi, perchè il rosso che sgorga dalla rabbia che hanno in corpo sarà contenuto dal rosso che colora questo giorno.
Ma forse c’è un modo diverso di salutare quest’anno che finisce. Perchè se siamo qui, io a scrivere e tu a leggere dell’anno che sta per concludersi, vuol dire che abbiamo anche motivi per ringraziare.
Ringraziare per la vita, che non è mai scontata nè dovuta ma che è sempre un dono.
Poi ringraziare chi continua a starci accanto, ad amarci, a prendersi cura di noi. E tutti coloro che, in questi mesi difficili, hanno speso le loro risorse per donarle a chi le risorse se le è viste rubare da un virus maledetto, rischiando anche di perderle del tutto: medici, infermieri, operatori sanitari, sacerdoti, insegnanti…
Persone che ci hanno ricordato il signifcato del dolore e del sacrificio. E che ci hanno mostrato che non è vero che il 2020 sia un anno da buttare via. Perchè ogni giorno, anche quello più cupo che possiamo vivere, nasconde in sè la capacità di generare in noi il bene, il bello, il vero.
Certo, a volte lo fa a costo delle lacrime, di tante lacrime. Lacrime che però possono diventare linfa che fa germogliare nuova vita.
Infine, personalmente vorrei ringraziare Dio, che per me è la fonte della vita e di tutto il resto.

Torneremo ad abbracciarci, a stare vicini, a stringerci la mano.
Riprenderemo ad avere fiducia negli altri.
Tutto questo, se Dio vuole, torneremo a farlo nell’anno che comincia domani.

Buon anno.

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