Sono i responsabili dell’impianto. Ma hanno agito da irresponsabili.
Hanno avuto consapevolezza. Lucida consapevolezza, quella di chi per i soldi non vede gli uomini. Ai motivi umani hanno anteposto i motivi economici. Alla vita il denaro.
Hanno fatto una scelta criminale, ha detto qualcuno. Un carabiniere che si occupa delle indagini ha dichiarato che non hanno agito con l’intenzione deliberata di uccidere ma erano comunque perfettamente consapevoli del rischio. Il rischio che ci potesse scappare il morto, come purtroppo è avvenuto. Anzi, di morti ce ne sono stati quattordici.
Non hanno ucciso deliberatamente. Ma hanno agito da irresponsabili.
Quello che è avvenuto a Stresa ci lascia sgomenti, senza parole, sconcertati. Non si può morire perché qualcuno, con leggerezza, dà più valore a una funivia che non smette di funzionare invece che alla vita delle persone. Non si può morire perchè qualcuno, pur essendo responsabile, agisce da irresponsabile. A noi genitori, educatori, la vicenda di Stresa consegna un imperativo: insegnare ai nostri figli che la vita umana è sacra e inviolabile; merita rispetto; non si può barattare con nient’altro. Mai.
Insegnamolo ai nostri piccoli. Insegnamo loro a rispondere sempre di ciò che fanno. Ad essere responsabili. Non aspettiamo che diventino grandi perché lo capiscano. Perché da grandi, se non li abbiamo abituati ad amare la vita, potrebbero pensare che un forchettone valga più della vita di un uomo. E agire da irresponsabili.
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