Mi hanno raccontato la storiella di due amici che raggiungono faticosamente la cima di un alto monte per chiedere ad un eremita il segreto della vera felicità. L’eremita li informa che la strada per la felicità è fatta di privazione, astinenza, povertà e castità. La risposta dei due amici è un’altra domanda: c’è qualcun altro quassù con cui possiamo parlare?
Sono molti che, di fronte ad un problema, pretendono di avere l’unica risposta che in realtà essi desiderano, anche se a volte non è quella giusta. Forse per comodità o per paura, per stanchezza o per testardaggine, rimangono ancorati alla loro idea.
Quando una relazione diventa faticosa, questo accade spesso. Soprattutto se si tratta di mettersi in discussione e di iniziare a cambiare sé stessi.
Eppure se ci pensiamo bene, cambiare l’altro in una relazione passa necessariamente dal cambiare sè stessi. Una relazione è sempre il frutto della reciproca interazione. Io faccio qualcosa, tu reagisci in un determinato modo, a mia volta io sono condizionato dalla tua reazione e così via.
Pretendere che l’altro cambi senza iniziare da me è l’ostacolo più grande che impedisce ad una relazione di crescere. E che molte volte non fa crescere neanche me.
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