Ho letto che attraversare le crisi fisiologiche di un matrimonio è come affrontare una scalata in montagna. Se non si è sicuri di sé non è possibile godere pienamente del panorama e del fascino della montagna. La paura di cadere, lo sguardo costante al terreno, il timore di perdersi saranno continue fonti di distrazione. Solo chi è sicuro di sé ma al contempo è consapevole – umile – di non poter mai dominare la montagna riuscirà a raggiungere la meta nel modo migliore.
Il matrimonio appartiene a quelle realtà che non si possono comprendere fino in fondo, e che pertanto non è possibile dominare. Lo sa bene chi è sposato da molto tempo ed ha la grazia di continuare a sperimentarlo.
Il matrimonio trascende i limiti dei due sposi, si nutre delle loro libertà e al contempo le orienta. Trasforma gli sposi nel tempo, in una maniera che è misteriosamente imprevedibile.
Poco prima di sposarmi dissi a mia moglie come eravamo cambiati da quando ci eravamo conosciuti. “E ancora tanto dovremo cambiare – mi rispose lei – in un modo che neanche riusciamo ad immaginare”. Niente era più vero di quelle parole.
Non si può dominare. Ci cambia nel tempo. E’ imprevedibile. Ma il matrimonio diventa un sentiero sicuro e bello solo se lo assecondiamo rimanendo liberi, sicuri di sé, umili.
Proprio come accade in montagna.
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