Oggi farete un esperimento. Prendete il cellulare e scaricate TikTok. Create il vostro profilo, confermatelo e via con i video che l’applicazione vi comincerà a presentare. All’inizio vedrete di tutto, poi, sulla base delle vostre preferenze, del tempo che dedicate a ciascun video, dei vostri gusti insomma, l’algoritmo di TikTok vi farà vedere sempre più spesso i video che rispondono ai vostri interessi. Vi verrà incontro diligentemente.

Ok, non avete voglia o tempo di sperimentare. Vi capisco. Sappiate allora che per voi lo hanno fatto alcuni giornalisti del Wall Street Journal. Anzi, sono andati più in là: hanno creato dei profili falsi, gestiti automaticamente da software appositi, nei quali hanno indicato un’età di 13 anni. Dopo i primi video “anonimi”, i gestori dei profili hanno mostrato un certo interesse per contenuti un po’ spinti, orientando di fatto l’algoritmo di TikTok che ha iniziato a presentare sempre più spesso video di questo tipo. Il risultato? I profili sono stati invasi in pochissimo tempo da contenuti riferiti a sesso, droga e compagnia bella. In barba all’età dichiarata da chi ha creato il profilo. Un’età che dovrebbe essere protetta dall’algoritmo di TikTok.

Interpellata da un fatto così eclatante, l’azienda è stata vaga, difendendo il proprio algoritmo e accusando i giornalisti di aver creato profili gestiti da programmi informatici e non da “umani” in carne e ossa. Una risposta che lascia basiti, perchè l’algoritmo dovrebbe garantire la protezione dei minori sempre e comunque. Una risposta però che ancora una volta alza il velo sul problema dei social e del loro controllo da parte degli adulti che spesso continuano ad essere assenti.
E non parlo dei moderatori di TikTok. Mi rivolgo ai moderatori “di famiglia”. Quanti di voi sanno se e come i propri figli usano TikTok? Quanti verificano che cosa guardano? E quali effetti l’uso dei social produce nei minori?
So di essere scomodo, ma non può essere una scusa la mancanza di tempo o di competenze tecniche. Tante volte ho sentito questa risposta in bocca a tanti genitori, che si sono arresi troppo presto. E che non controllano più i loro figli, bambini o adolescenti, fidandosi imprudentemente di ciò che fanno sul web: “Tanto giocano, cosa potranno mai fare di male?”
Genitori che sono ancora in tempo per svegliarsi e recuperare. Ai quali vorrei dire che il titolo di questa riflessione non contiene un errore.
No. E’ per loro…
Tok tok…
Ci siete?

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