“Non vi è impresa o attività che sia iniziata con simili speranze e illusioni, che tuttavia cada così regolarmente, come l’amore”. Queste parole di Erich Fromm non danno scampo, tolgono quasi la speranza a chi, forse ingenuamente, pensa che trovare la persona giusta sia la chiave per vivere con la magia tipica delle favole. Come direbbe un altro filosofo – non me ne vogliano i puristi della filosofia -, decisamente più a portata di mano di Fromm, se trovi la persona giusta passi la vita “a bere e a ridere, a crescere bambini, seduti sul divano a parlar del più e del meno”.
Come nelle favole, che però non esistono.
In realtà chi ha sperimentato l’amore vero sa benissimo che esso non è quello delle favole. E che assomiglia un po’, come direbbe qualcuno, al vino buono che col tempo diventa migliore. Ora, a parte il fatto che questo non è sempre vero, perchè non tutti i vini migliorano col tempo; anzi ce ne sono alcuni che col tempo si rovinano. A parte questo, quindi, affinché il vino buono possa migliorare bisogna trattarlo e soprattutto conservarlo seguendo le giuste regole, altrimenti è difficile che esso si mantenga buono.
Molte persone, più di quelle che crediamo, sono convinte che l’amore vada avanti da sè, che esso si sviluppi in automatico e che sia sufficiente essere con la persona giusta perchè esso possa essere fonte di gioia. Ma non è così. Anche con le persone migliori, presto o tardi accade quello che scrive Fromm: l’amore “cade” regolarmente. L’amore delude, ferisce, a volte mortalmente. Eppure senza amore non si può vivere e chi si illude che ciò sia possibile, finisce quasi sempre per condurre un’esistenza cinica e amara: chi crede che l’amore sia morto finisce per morire anche lui.
Chi ha letto Fromm sa che la frase citata all’inizio non toglie la speranza a chi crede nell’amore. A patto che, per citare ancora il filosofo tedesco, si sappia trasformare l’amore in un’arte. Lascio ai curiosi la lettura del libro per scoprire la tesi di Fromm.
A tutti gli altri invece auguro di saper correggere sempre, come sanno fare anche gli artisti più geniali, gli inevitabili errori che si fanno strada facendo. Voi riuscite a immaginare Michelangelo che dipinge la Cappella Sistina senza sbagliare mai? Io no. Eppure sfido chiunque a non rimanere sbalordito davanti a quel lavoro che, a poco a poco, è diventato un capolavoro.
Nonostante gli errori.
Come l’amore.
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