“Non stiamo più insieme”. Tutte le volte che qualcuno mi dice queste parole ho un colpo al cuore. Al sussulto si aggiunge poi il dolore se a darmi questa notizia è una persona alla quale sono legato da un rapporto di amicizia.
E’ successo ancora, qualche giorno fa. Poche ore prima avevo avuto un acceso confronto con mia moglie, e per di più un conoscente mi aveva appena inviato un articolo in cui si citava un’indagine secondo la quale il desiderio di tradire, nella coppia, è nuovamente in crescita. Sembrerebbe addirittura che in Lombardia tre persone su quattro sarebbero propense alla scappatella extraconiugale.

A volte capita che la vita ti dà delle piccole (o grandi) sberle e si diverte a farlo in rapida successione, senza darti neanche il tempo di riprenderti dalla precedente.
Così mi sono sentito io quella mattina. A dire il vero il malessere è durato poco. Con mia moglie è tornato subito il sole, un sole più forte di prima, come avviene sempre quando ci capita – è inevitabile – di non essere d’accordo su qualcosa di importante. E, letto l’articolo, mi è venuto il dubbio che i numeri dell’indagine fossero un po’ esagerati e anche di parte (l’indagine era condotta da un noto sito di incontri extraconiugali).
Insomma, due sberle su tre si sono rivelate più leggere.

Ma la prima no. “Non stiamo più insieme”, sono parole che mi risuonano ancora nella testa e, soprattutto nel cuore. E che si accompagnano a mille domande. Perchè? Perchè non me ne sono accorto prima? Che cosa avrei potuto fare per aiutarli? Ma quanto è difficile tenere alta la qualità di un rapporto di coppia? E che cosa posso fare io per allontanare i nuclei di morte che ogni tanto si affacciano nella mia vita di coppia?
La sera, quando sono rientrato a casa, non ho dato neanche il tempo a mia moglie di salutarmi.
L’ho abbracciata e l’ho baciata.
E le ho chiesto scusa. L’avevo già fatto il giorno prima, ma volevo rifarlo.
E le ho detto che la amo.
Lei forse, sul momento, non avrà capito. Leggendo queste parole, forse adesso sì. E ancora una volta avrà compreso che per non lasciarsi domani bisogna, sempre, perdonarsi oggi.

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