Una volta fui rimproverato da un amico per aver chiamato mia moglie – che allora era ancora la mia fidanzata – la mia dolce metà.
“Tu non sei una metà che si unisce ad un’altra metà – mi disse -. Sei un intero che forma una coppia con un altro intero. Se così non fosse la vostra storia non durerebbe a lungo”.
Mi sentii come un calzolaio che viene preso in giro perchè va in giro con le scarpe rotte. Già, perchè su questo concetto, esattamente come lo aveva espresso il mio amico, ci avevo costruito nel tempo incontri, corsi e conferenze.
Insomma, ero caduto giocando in casa. Con un sonoro autogol.

Ovviamente quella persona aveva ragione. “Sto con te perchè tu mi fai stare bene. Tu mi rendi felice. Tu mi completi, mi realizzi”: sono in tanti che impostano il rapporto di coppia su questo modello che, molto spesso, conduce lentamente una relazione verso la sua autodistruzione.
“Sto con te perchè tu mi fai stare bene”, a volte pensiamo ingenuamente. Ma arriverà il momento in cui la persona amata non riuscirà più a renderci felice, a colmare ciò che ci manca, a realizzarci. Arriverà il momento in cui ci deluderà, smetterà di essere il nostro bastone e, inevitabilmente, cadremo.
Questo è quello che accade quando impostiamo una relazione pensando ad un’altra metà che viene a completare, a riempire, ciò che ci manca. Quando la relazione va a mascherare qualcosa di importante che manca alla nostra personalità, alla nostra maturità.
Quante volte l’ho ricordato ai ragazzi che ho incontrato. Quante volte l’ho detto alle coppie. Quel giorno qualcuno lo ricordava a me. O, forse, lo ricordava al bambino che faticava a morire dentro di me e che, chissà, cercava di riemergere inconsapevolmente nelle parole che usavo riferendomi a mia moglie.

Non si finisce mai di imparare. Quanto è vero. E per quanto possiamo essere esperti, avremo sempre da apprendere dalla vita e dai nostri errori. Avremo sempre da maturare, grazie a Dio.
“L’amore infantile segue il principio: amo perché sono amato – scriveva Erich Fromm -. L’amore maturo segue il principio: sono amato perché amo. L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.”
Forse la nostra vita sarà un continuo confronto tra l’amore immaturo e quello maturo. Tra quella parte di noi che come un bambino reclama attenzioni e quella che si vuole affrancare dal bambino che è stato e che, ancora, un po’ è.
E che, forse, un po’ rimarra per sempre.
Con buona pace del nostro sentirci migliori degli altri.

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