Dio solo sa quanti soldi ci vorranno per ricostruire l’Ucraina quando, come tutti speriamo, si fermerà questa assurda guerra. C’è chi azzarda già le prime previsioni e parla di miliardi, di molti miliardi. Quello che non è possibile prevedere è quanto tempo sarà necessario perché si risanino le ferite delle persone che sono coinvolte in questo conflitto. Anche se tutto si fermasse oggi e la pace tornasse ad essere quella realtà che tutti noi ci auguriamo, nessuno è in grado di dire quando essa tornerà a riempire il cuore di milioni di profughi, orfani, vedovi, soldati devastati da tanto dolore sofferto e, tante volte, inferto.
A volte ci chiediamo il perché di tanta stupidità umana che ci costringe a dover ricostruire con fatica qualcosa che si poteva evitare di rompere.
Una volta ho sentito raccontare che quando si pianta un chiodo su una trave di legno e poi si decide di togliere quel chiodo perché si riconosce di aver sbagliato, il foro comunque rimane lì, ricordandoci l’errore. E che, continuava la storia, la nostra anima è un po’ come quella trave di legno: i segni dei chiodi lasciati da chi ci colpisce rimangono sempre visibili. Forse più che di chiodi e buchi si dovrebbe parlare di tagli e ferite perché, a differenza dei fori, le ferite col tempo si rimarginano. Anche se a volte ci vuole tanto tempo e le cicatrici rimangono visibili per sempre.
Litigi, incomprensioni, accuse, offese, lasciano sempre il segno, anche se poi ci si chiede scusa e si ricomincia. Certo non saranno come i segni lasciati da una guerra, anche se alcuni conflitti di coppia a volte lasciano ferite altrettanto dolorose e durature sulla coppia e, se sono presenti, anche sui figli. Ma saranno comunque ferite che avranno bisogno di tempo per rimarginarsi e che a volte sanguineranno e continueranno a far male per un po’.
Magari la relazione tornerà ad essere come prima e forse anche migliore di prima. Ma, di fronte alla fatica della ricostruzione, ci chiediamo ancora una volta il perché di tanta stupidità.
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