«Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola».
No, non pensate alla guerra in Ucraina che, come tutti i conflitti lunghi, presenta probabilmente torti e ragioni da entrambe le parti. Pensate alle liti che, di tanto in tanto, si affacciano nel rapporto con la persona che amate. Se durano poco, di solito accade perchè uno sbaglia, l’altro ci rimane male, si tratta di un errore piccolo, si fa la pace e si ricomincia. Ma se le liti durano a lungo, allora probabilmente Francois de La Rochefoucauld aveva ragione da vendere nello scrivere quella frase.
Se una lite dura per troppo tempo vuol dire che entrambi i contendenti devono trovare il modo di venirsi incontro. Perchè entrambi hanno ragione. O meglio, entrambi hanno la loro ragione. Il conflitto rivela quasi sempre che esistono due verità, perchè due sono i punti di vista, i vissuti, le storie di cui coloro che animano un conflitto sono portatori.
Conoscere il punto di vista dell’altro, lo scrivevo qualche giorno fa, è il primo passo per venir fuori da un conflitto che si è impantanato.
Ma conoscere non basta. Il passo successivo è comprendere quel punto di vista così lontano dal nostro.
Comprendere, non semplicemente capire. Capire il punto di vista del partner può essere già tanto. Ma non basta; è necessario comprendere. C’è una grande differenza tra queste due parole.
Si capisce con la mente, si comprende col cuore. Comprendere, nel senso etimologico del termine, significa “prendere con”, entrare nel punto di vista del nostro partner, prenderlo in carico e provare a viverlo in lui e con lui.
Forse comprenderemo meglio anche la sua storia, il suo dolore, il suo dispiacere nel non riuscire ad essere quello che vorrebbe essere.
E allora, magari, da quella prospettiva riusciremo a fare quel salto che, rimanendo ancorati alla nostra, non avremo mai nè la forza nè il coraggio di fare.
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