C’è un poeta del secolo scorso che cito spesso quando parlo di relazioni e di amore di coppia. In realtà non ho letto molto di ciò che ha scritto ma quel poco che ho avuto tra le mani mi ha sempre affascinato. Ed è successo ancora una volta qualche giorno fa, quando ho trovato un’altra piccola perla che voglio condividere con voi: “Credo che sia questo il compito maggiore di un legame fra due persone: che ciascuno sia a guardia della solitudine dell’altro”.
Ho pensato subito a quelle situazioni di invischiamento, molto presenti nei legami di coppia, che portano a pensare che il partner sia ormai “di nostra proprietà”.

Nella coppia questo succede tutte le volte che uno dei due mantiene il baricentro della relazione su di sé, a discapito dell’autonomia del proprio partner. Non è forse vero che non permettere all’altro di avere la sua intimità, i suoi spazi personali, i suoi tempi di risposta, equivale a non dargli la libertà di rimanere da solo con se stesso, di coltivare la sua vita personale, pur vivendo una relazione di coppia? Il noi che nasce quando si forma un legame tra due persone non può mai annullare, sopprimere, cancellare le due individualità. “Tu mi appartieni, tu sei mio, tu rispondi a me”, sono frasi che non possono trovare spazio all’interno di un rapporto di coppia sano.
Il nostro compito, dice Rilke, è quello di essere custodi dell’intimità dell’altro. Non di appropriarcene indebitamente, come briganti.

Ma la frase del poeta austriaco ci apre gli occhi su un altro aspetto, forse più importante: i primi custodi della nostra solitudine siamo noi stessi. Non essere in grado di farlo può portare diritti verso una vera e propria dipendenza affettiva dal partner.
Rilke ha scritto molto sulla solitudine, su quanto sia importante che ciascuno di noi sappia trovare il modo per stare con se stesso, in silenzio, per conoscersi ed apprezzarsi. Diciamolo meglio: per amarsi. Se non siamo capaci di stare da soli con noi stessi , difficilmente arriveremo a volerci bene. E, di conseguenza, a farci volere bene.
Imparare ad essere custodi della propria solitudine, ad avere a cuore la propria intimità, a difendere il tesoro prezioso che alberga dentro di noi, è il primo fondamentale passo per farci rispettare ed amare dagli altri.
Per consegnare il nostro cuore a chi lo possa custodire.
Per non gettarlo nelle mani dei briganti.

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