No. La soluzione non può essere quella di restare da soli, di lasciarsi vincere dalla paura che la relazione prima o poi ci faccia del male. Rinunciare ad avere relazioni sarebbe ancora peggio che stare in una relazione difficile. Sarebbe come rinunciare a correre perché si ha paura di stancarsi: ci ritroveremmo in poco tempo senza più le forze neanche per camminare.
Di fronte alle continue notizie di uomini che uccidono le loro donne, si alzano sempre più spesso voci di “esperti” che ci parlano di relazioni tossiche, liquide, fragili, quasi fossero diffuse come l’ossigeno nell’aria. E finiamo per convincerci che il problema sia la relazione, considerata una realtà da cui difenderci con sguardo sospettoso. Magari, appunto, accarezzando l’idea che rimanere da soli è alla fin fine la soluzione migliore.

Il problema è che in questo modo, per sradicare una pianta malata si rischia di distruggere tutto il giardino. E soprattutto di ritrovarsi con gli stessi problemi di prima, che forse non dipendevano dalla pianta malata.
Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le testimonianze di chi elogia la vita da single, disimpegnata, libera, leggera, slegata da ogni vincolo che presto o tardi finirebbe per distruggere i desideri di una persona. Ma quali sono i nostri desideri? Davvero la massima aspirazione del nostro cuore è quella di stare da soli e condurre una vita tranquilla e assolutamente priva di difficoltà?
“Se mi chiedessero cosa voglio di grande dall’amore, risponderei che desidero una persona con cui intraprendere un percorso di vita, che con il tempo ci possa rendere individui migliori e più felici, una ragazza capace di far crollare la mia armatura e io la sua, in modo da poter lasciare un segno indelebile nei nostri cuori”: ho letto migliaia di parole come queste negli scritti di alcuni adolescenti che ho incontrato la settimana scorsa a Firenze per la premiazione di un concorso. E mi hanno dato ancora una volta conferma che la risposta alla paura non può essere altra che il coraggio.

Non pensiamo però al coraggio di chi trova la forza di interrompere una relazione tossica e oppressiva. Quello è senz’altro necessario ma è difficile trovarlo se non si volge lo sguardo da un’altra parte. Il vero coraggio, l’unico che può tenerci lontano da relazioni tossiche è quello che ci porta a prenderci cura di noi stessi. Il coraggio di guarire dalle nostre ferite proprio per non finire tra le braccia di chi potrebbe infierire su di esse. Perché quello che molto spesso non si dice è che quasi sempre, in una relazione tossica, accanto ad un partner dominante ce n’è uno fragile e dipendente. Che proprio per questo fatica ad allontanarsi.
“Di una cosa, però, sono certa: in amore non dobbiamo accontentarci e io non lo farò!”, scriveva un’altra ragazza a Firenze. Una ragazza che riesce a dire così perché evidentemente ha capito quanto vale.
Una ragazza coraggiosa. Che ha imparato a prendersi cura di sé.
Per questo non si accontenta del primo che passa.

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