empatia figli

Caro dottor Saverio vengo da Palermo, ho 35 anni. La conosco da poco tempo ma sono rimasta affascinata dalla sua figura professionale in quanto coniuga l’educazione a tutto ciò che riguarda il tema dell’affettività. Sono una farmacista, e da qualche anno sono iscritta alla facoltà di scienze dell’educazione, indirizzo socio-pedagogico. Ho deciso di intraprendere questo percorso perché il mondo dell’educazione mi interessa molto e per assecondare un desiderio che per molti anni ho messo a tacere. Sto attraversando un momento di crisi e nello stesso tempo di discernimento per diversi motivi: primo fra tutti ho preso consapevolezza del fatto che essere farmacista non è la mia vocazione, mi dedico con passione al mio lavoro ma sento che non sono chiamata a questo. Un’altra riflessione che mi ritorna frequentemente è: quale direzione voglio dare a questo nuovo percorso? Perché lo sto facendo? Che sbocchi occupazionali posso avere?

Le scrivo per chiederle un consiglio riguardo soprattutto questa ultima domanda.

La ringrazio per avermi ascoltata.

Buona serata

Serafina

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Cara Serafina, mi sento molto vicino a quello che racconti. Io stesso infatti mi sono avvicinato, prima al mondo dell’educazione e della pedagogia e poi a quello della psicologia, dopo che inizialmente avevo intrapreso tutt’altra strada. Oggi non tornerei indietro per nessun motivo al mondo, anche se non rinnego assolutamente nulla del mio passato. Tutte le esperienze ci lasciano un segno, ci fanno essere quello che siamo, nel bene e nel male. Per questo sono grato per tutto quello che la vita mi ha concesso di sperimentare finora, anche le vicende meno belle e gratificanti.

Fai bene a sognare e a voler assecondare la tua vocazione professionale ma fino a quando questo non sarà possibile stai molto nel “qui e ora” della tua vita, mentre cerchi di guardare oltre. Cerca di trarre il massimo dal tuo attuale lavoro, dalle opportunità che esso ti dà sicuramente; pensa a quante persone potranno ricordarsi di te come di quella farmacista sorridente, disponibile, professionale che svolgeva il suo lavoro come un servizio agli altri. E quando sapranno che avrai cambiato lavoro per diventare educatrice non faranno fatica a immaginarti in un lavoro diverso ma neanche tanto, dato che continuerai a prenderti cura delle persone.

Immagino che pensare al tuo futuro lavoro non sia facile adesso, nel pieno di una crisi che ti mette davanti ad un bivio. Ma ricorda che le crisi ci servono a rivedere alcuni aspetti importanti della nostra vita. Sono segnali che la vita ci manda per dirci che è necessario cambiare qualcosa. Il fatto che tu ti stia interrogando sul tuo futuro invece di mettere a tacere i tuoi desideri, come si fa come la polvere che si mette sotto al tappeto, è già un ottimo punto di partenza.

Mi chiedi che direzione dare alla tua vita: per rispondere a questa domanda devi guardarti attorno e dentro di te allo stesso tempo. Dentro di te per conoscerti meglio e scoprire quali sono i tuoi talenti, le tue attitudini, i tuoi desideri, le tue paure: ascoltati. Ma guarda anche attorno a te: confrontati con le persone che per te sono importanti (i familiari e gli amici), ascoltale, guarda le cose anche dal loro punto di vista. Ti daranno molti elementi per decidere al meglio. Guardarti attorno vuol dire pure aprire gli occhi sul lavoro che vorrai e potrai fare una volta finito il tempo della formazione. Oggi è necessario essere molto flessibili e creativi per muoversi in un mondo del lavoro che cambia in continuazione. La laurea che stai per raggiungere ti darà diverse possibilità di lavorare nei consultori, nelle scuole, in privato con le singole persone, nei centri sociali, nelle pubbliche amministrazioni, nelle associazioni, ecc. Internet ti può aiutare molto a chiarirti le idee da questo punto di vista: ci sono decine di siti e forum dove puoi leggere le testimonianze di tante persone che parlano del loro lavoro e delle possibilità che si aprono ogni giorno.

Buona ricerca e soprattutto non smettere mai di sognare il meglio!

A presto.

Saverio

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