
– Perchè si è arrabbiata?
– Mi arrabbio perchè lui ha fatto questo e quest’altro. Se lui non fosse così sarebbe tutto diverso.
– Sì ma perchè si è arrabbiata?
– L’ho già detto, perchè lui si è comportato in quel modo.
– Provo a riformulare la domanda: perchè quel gesto l’ha fatta arrabbiare? Che cosa ha provocato in lei? Quale corda ha toccato dentro di lei? Magari quello stesso gesto di suo marito non avrebbe provocato la stessa reazione in un’altra persona.
In studio cala il silenzio per qualche secondo. Poi la signora riprende:
– Sta dicendo forse che il problema sono io?
– Non proprio. Sto dicendo che la fragilità di suo marito probabilmente attiva una fragilità che appartiene a lei. L’agire di suo marito mette in crisi una parte di lei che è particolarmente sensibile a quel gesto specifico. Altrimenti non la farebbe soffrire così tanto. Non voglio giustificare suo marito. Sto cercando di aiutarvi a comprendere come e perchè certi incastri sono specifici della vostra relazione e coinvolgono le fragilità di entrambi.
Non smetterò mai di dire che in ogni conflitto relazionale non esiste mai una verità ma ce ne sono sempre due. Perché due sono le persone coinvolte, i loro mondi interiori, le loro storie personali e, inevitabilmente, due sono i punti di vista, entrambi condivisibili.
In medio stat virtus, recita una famosa locuzione latina: la virtù sta nel mezzo tra due estremi. Parafrasando queste parole, si potrebbe dire che in un conflitto di coppia “in medio stat veritas”, la verità sta sempre nel mezzo.
Ma c’è di più. La coppia genera delle interazioni che sono tipiche ed esclusive di quella coppia. Dinamiche che difficilmente si riproporrebbero negli stessi termini in un’altra coppia in cui i partner agissero nella stessa maniera.
Ogni persona che vive una relazione di coppia dovrebbe ripetersi spesso queste parole: il mio partner attiva in me qualcosa che nessun altro è in grado di attivare; nel bene e nel male.
Quando facciamo esperienza del conflitto di coppia, un obiettivo importante diventa allora quello di conoscere meglio noi stessi, prima ancora che il nostro partner. Sì, perché è più facile cambiare noi stessi, è più importante aprire gli occhi su di noi.
Questa convinzione cambia la prospettiva del conflitto. Ci permette di essere più consapevoli delle nostre responsabilità ed al contempo di vedere il nostro partner meno distante e colpevole.
Sapere che le nostre reazioni non sono solo frutto degli errori di chi ci sta accanto ma anche di quello che la nostra storia personale ci ha fatto diventare, contribuirà ad abbassare i toni del conflitto. A farlo ricomporre più facilmente. E forse anche a prevenirlo più facilmente.
“Aiutami a tenere a bada le mie fragilità. Meglio ancora: aiutami a non esaltare, con i tuoi errori, le mie fragilità. Aiutami a prendermi cura di me. Così mi verrà più facile prendermi cura anche di te.”
Facciamo nostre queste parole e cambierà il nostro sguardo sulla persona che ci sta accanto.
E anche lei cambierà il modo in cui ci guarda.
Verissimo!! Sperimentato in anni di matrimonio!! Nei corsi prematrimoniali quanto bene farebbe inserire delle ore destinate a questo tipo di formazione della relazione di coppia.
Grazie Saverio per questo articolo veramente utile e ben fatto!!