“Non sono gli eventi ma il nostro punto di vista riguardante gli eventi che è il fattore determinante”, scriveva il filosofo greco Epitteto. Non so se ne siete convinti anche voi ma credo che la possibilità di stare bene con noi stessi e con gli altri dipenda in buona parte da queste parole.
Pensiamoci bene: che cosa ci permette di stare bene? Quello che ci accade o il modo in cui leggiamo quello che ci accade?
Sarà forse la saggezza acquisita col passare degli anni – perdonatemi questa apparente immodestia se cerco almeno di vedere un lato positivo nell’inesorabile avanzata della mia età – ma più divento “maturo” e più mi convinco che il potere di essere felici risieda nella nostra mente e nel nostro cuore prima ancora che negli eventi che ci accadono. E che diventarne consapevoli sia uno degli obiettivi più importanti da raggiungere nella vita.
Una delle prime difficoltà che incontro con le coppie che varcano la porta del mio studio è quella di aiutare i due partner a relativizzare ciò che li fa entrare in conflitto. E’ il primo obiettivo che mi pongo: quello di cambiare la prospettiva di chi entra in studio con la ferrea convinzione che “c’è qualcosa di importante da cambiare nell’altro” e che dovrei essere io a favorire questa metamorfosi, visto che lui (o lei) non è riuscito a farglielo capire.
Di fronte a questo genere di richiesta cerco di orientare subito il lavoro sulla necessità di relativizzare gli eventi: “è il mio punto di vista ad essere determinante”, dovrebbe ripetersi ciascuno ricordando le parole di Epitteto.
Provo a spiegarmi meglio.
Se ti accorgi che il tuo partner è scuro in volto potresti pensare che forse ce l’ha con te e che da lì a poco ti tratterà male; magari sarai preso da una forte ansia. Ma potresti anche credere che è un egoista perché dovrebbe pensare meno a se stesso e di più a te; potresti quindi provare una forte rabbia piuttosto che ansia. O ancora, il tuo partner è scuro in volto perché tu non corrispondi alle sue aspettative, e questo potrebbe farti provare senso di colpa o tristezza. Ma può darsi pure che la causa del suo malumore non dipenda affatto da te – magari ha ricevuto una cattiva notizia che riguarda il suo lavoro – e quindi nessuna delle tue reazioni precedenti sarebbe giustificata. Anzi, forse la cosa di cui ha più bisogno in questo momento è la tua vicinanza e la tua comprensione.
Il tuo punto di vista può cambiare tutto: farti litigare col tuo partner oppure aiutarlo a superare un momento difficile.
Sgombriamo il campo dagli equivoci: è chiaro che non basta cambiare il proprio punto di vista perché i conflitti di coppia lascino magicamente spazio alla gioia ed all’armonia. Se fosse così semplice ci sarebbero molte più coppie felici, meno separazioni ed io probabilmente dovrei cercarmi un altro lavoro.
Su una cosa però è difficile non essere d’accordo: il cambiamento più efficace per cominciare a stare meglio è quello che parte da noi stessi. Anche perché è l’unico su cui possiamo intervenire.
Sono in molti a dire che cambiare noi stessi porta spesso anche al cambiamento degli altri. Non possiamo essere sicuri che sia veramente così, ma se anche il nostro partner rimanesse lo stesso, avremo comunque cambiato il nostro sguardo e la nostra prospettiva. Molte volte basterà questo per scoprire di avere accanto un’altra persona.
E ritrovare la pace.
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