“Glielo faccia capire lei che il problema non sono io. E che se solo si rendesse conto che deve cambiare radicalmente, il nostro rapporto rinascerebbe di colpo.”
La maggior parte delle coppie che mettono piede nel mio studio si presenta con un tale sbilanciamento nella percezione di responsabilità che porta quasi sempre uno dei due partner a dare la colpa di tutti i problemi all’altro. E a pretendere che io dimostri al partner “colpevole” che è proprio così.
Di solito bastano pochi incontri per riequilibrare questa visione sbilanciata delle responsabilità che stanno alla base di un rapporto conflittuale. E quando si raggiunge questo equilibrio la strada da percorrere per recuperare il terreno perduto, per quanto rimanga accidentata, diventa però chiara e ben tracciata. Ma soprattutto appare chiaro ai partner che il cambiamento più efficace è quello che ciascuno, personalmente, si propone di ottenere prima di pensare a quello dell’altro.
Qualche giorno fa ho chiesto ad una signora come stava procedendo il rapporto col marito, a distanza di alcuni mesi dalla conclusione del percorso di coppia che hanno fatto con me. Le sue parole mi hanno dato ancora una volta la conferma di quanto siano vere quelle parole di Carl Rogers, che vedeva nella tendenza a giudicare gli altri l’ostacolo principale alla comunicazione ed alla comprensione. “In questi mesi ho avuto modo di apprezzare mio marito. Molte cose sono rimaste le stesse ma è cambiato il mio sguardo. Mi sento più libera. Prendo il buono che c’è in lui, ho capito che oltre non può andare. Ma mentre prima me la prendevo ora no, so che è così. Sicuramente il percorso di coppia ci ha fatto bene”.
Sono parole che riportano alla mente la preghiera della serenità di cui ho parlato un mese fa: saper accettare quello che non possiamo cambiare e impegnarci a cambiare quello è in nostro potere di cambiare ci permette di vivere la nostra esistenza con la serenità a cui tutti aspiriamo. E se pensiamo alla relazione di coppia, una cosa che non potremo mai fare – e infatti fallisce tutte le volte che ci proviamo – è pretendere che il nostro partner cambi se stesso perché si possa risolvere quello che nella relazione non va.
“E’ cambiato il mio sguardo”, mi ha scritto quella signora. Ovvero è cambiato tutto, perché è cambiato il modo di guardare alle fragilità del proprio partner.
E anche se lei non me lo ha scritto, sono sicuro che, come in un circolo virtuoso, anche il marito avrà fatto qualcosa per cambiare. Perché sapersi guardati con amore e comprensione è la molla più efficace per desiderare di essere migliori.
Succede ai figli quando vedono che i genitori li amano nonostante i loro errori.
Succede agli studenti quando si accorgono che gli insegnanti credono in loro nonostante i limiti.
Succede ai mariti (e alle mogli) quando vedono che chi hanno accanto li ama nonostante le loro fragilità.
Scrivi un commento