“Ci vogliono i riti”. Così risponde la volpe al Piccolo principe, in uno dei passaggi più belli del famoso libro di Antoine de Saint-Exupéry. Chi lo ha letto ricorderà sicuramente questa scena. La volpe sta cercando in tutti i modi di convincere il Piccolo Principe ad addomesticarlo, ma il protagonista del racconto fatica a capire il senso del discorso.
“Se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle quattro – gli dice – dalle tre io comincerò a essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e a inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…”
Il Piccolo Principe continua a non comprendere e la volpe cerca di essere ancora più esplicita: “Un rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore”.
I riti sono come l’ossigeno per una coppia. Non si può pensare di alimentare la relazione solo con la spontaneità. Non solo perché ciò che è spontaneo ha senz’altro il pregio dell’autenticità ma è anche imprevedibile e quindi può esserci come non esserci.
No, la spontaneità non basta.
Ci vogliono i riti.
I riti ci fanno sentire amati, cercati, desiderati. I riti ci fanno sperimentare la bellezza dell’attesa.
È bello che ogni coppia abbia i suoi riti che rendono alcuni momenti speciali.
Alcune persone hanno il rito di addormentarsi abbracciati, ogni sera. Altre quello di salutarsi con un bacio, e non in un modo qualsiasi, quando uno dei due esce di casa anche solo per qualche ora. Altre ancora si raccontano reciprocamente come è andata la giornata e non vanno a dormire se non hanno trovato un momento per farlo.
E poi ancora, c’è chi ha istituzionalizzato la cena fuori, senza figli, una volta alla settimana, o il prendere assieme un thè mentre i figli giocano o sono già a letto; c’è chi si invia messaggi durante il giorno anche solo per dire all’altro “ci sono e ti penso”.
I riti non sono esclusivi delle coppie giovani. Anzi, più si va avanti nella relazione e più diventano vitali. Chi pensa che i riti siano “roba da fidanzati” ha smesso da tempo non solo di essere coppia, ma anche di essere giovane.
“Un rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore”, diceva la volpe. Grazie ad un rito, un giorno normale diventa speciale, originale, unico.
Spesso chiedo alle coppie che seguo se la loro relazione è giocosa e gioiosa.
Raramente mi rispondono di sì. Non hanno riti, tra di loro c’è solo noia.
Col tempo però cambiano. Riescono a vedersi, poi a parlarsi ed infine ad ascoltarsi.
Persino a divertirsi.
Come quella coppia che aveva riscoperto il fascino di dedicarsi una serata esclusiva, senza i figli lasciati per l’occasione dai nonni.
“Era da tempo che non lo facevamo – mi dissero -. Abbiamo passato una serata speciale”.
Avevano riscoperto la magia di un rito.
E la volpe, ancora una volta, aveva avuto ragione.
È vero,non bisogna perdere quel fascino del gioco tra la coppia,e non dare mai nulla per scontato.
Grazie Saverio per queste pillole di grazia che ci mandi.
Grazie Saverio, tutto tende a farli dimenticare…
Poi però, se chiudo gli occhi e ritorno bambina ne rivaluto la fondamentale importanza.