Ci sono cose che vorremmo fare ma che non facciamo mai. Perché ci manca il tempo e c’è sempre qualcosa che è più urgente, perché bisogna lavorare e non ci possiamo permettere di buttare via minuti preziosi.
Qualche giorno fa ho deciso di fermarmi quattro minuti e di fare una di queste cose che “non ho mai avuto il tempo di fare”. Ho ascoltato per intero il brano forse migliore di uno dei cantautori più geniali che la musica italiana ci abbia donato. Gli esperti dicono che è un brano che si presta a molte interpretazioni diverse tra loro, anche perché Battiato, il suo autore, non è mai stato chiaro sul suo vero significato. Ma, qualunque sia la prospettiva, è un brano che rapisce tutti quelli che lo ascoltano.

E’ stato così anche per me. Anche perché l’ho ascoltato guardando il video originale che lo accompagna. E sono stato travolto da un vortice di emozioni difficile da descrivere, un po’ come Alice nel Paese delle meraviglie.
In pochi minuti ho rivisto nei personaggi del video le persone che amo, le mie e le loro fragilità, il mio ed il loro bisogno di essere amate.
La magia del testo ha fatto il resto.

Alla fine i quattro minuti sono diventati molti di più. Travolto dalla musica e dalle emozioni, ho pensato. Ed ho scritto.
Davvero, i quattro minuti sono diventati molti di più. Ma ero certo di non aver perso il tempo, di non averlo buttato via. Era come se lo avessi trasformato in vita, per me e per chi mi sta accanto.
Ancora una volta ho compreso che c’è qualcosa di più importante di qualsiasi “lavoro urgente” che la vita mi possa chiedere di fare. Prendermi cura delle persone che amo e che mi amano è la cosa più urgente e preziosa che io possa fare, ogni giorno. Giorno per giorno.
E’ stata la mia scoperta quotidiana.
Quando mia moglie è entrata in stanza le ho dato un bacio. Lei forse non ha capito. Lo capirà oggi, leggendo queste righe. Forse si arrabbierà un po’ immaginando suo marito che “si perde in pensieri vaghi e astratti” invece di aiutarla nelle faccende di casa. Ma sono sicuro che sarà felice della mia scoperta.
E anche lei, non ho dubbi, avrà più cura di me.

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