C’era una volta, tanti anni fa, una celebre trasmissione televisiva che si chiamava così. E poi c’era un servizio TV di Striscia la notizia, di qualche giorno fa, che si chiamava pure così. Solo che l’argomento, questa volta, era molto diverso. Si parlava di poligamia. Con tanto di interviste alla gente per strada, fatte con stile volutamente ironico e provocatorio, come è tipico di questa trasmissione.

Tranquilli, sembra che al momento non ci sia alcuna intenzione di legiferare su questo argomento. Quindi in Italia la poligamia è ancora una possibilità che non è prevista. Almeno dalla legge, ed almeno formalmente, visto che il vizietto del salvagente da cercare fuori dalla coppia, ahimè, ce l’hanno in tanti. E su questo giocava l’intervistatrice del servizio di Striscia. Un servizio a dire il vero un po’ forzato, come c’era da aspettarsi. La domanda era: lasci o raddoppi? Le risposte, non tutte ma quasi, piuttosto scontate (sarebbe meglio dire “selezionate”…): una moglie basta e avanza, io non sono sposato e quindi mi sono salvato, io ho diverse mogli (sono stati intervistati anche musulmani), meglio avere rapporti liberi.

Alla fine del servizio, un uomo ha risposto senza esitazione: “Raddoppierei. Raddoppierei i miei quarantuno anni con mia moglie”. Non era sicuramente un novello sposo, stordito dall’estasi inebriante della luna di miele. Eh no, quarantun’anni non sono affatto pochi.
“Qual è il segreto?”, gli ha chiesto l’intervistatrice.
“Reciproca comprensione”, è stata la risposta.
Anch’io voglio arrivare a quarantun’anni. E poi raddoppiarli. E poi di nuovo, ancora una volta, per tutta l’eternità.

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