Ciao Saverio, ti scrivo per parlarti di due questioni.
La prima riguarda i miei genitori: loro sicuramente mi vogliono un gran bene, però, a mio avviso, mi amano in modo sbagliato, perchè pensano che una persona abbia solo esigenze materiali. Non capiscono che esistono anche bisogni spirituali e affettivi, che sono ugualmente importanti! Infatti, nessun uomo può vivere e crescere bene senza amare ed essere amato! Ho provato a dialogare diverse volte con i miei genitori su questo argomento, esprimendo il mio parere e le mie esigenze, ma non è cambiato nulla e mi sembra che proprio non riescono a comprendere le mie esigenze. Come mi dovrei comportare con loro?
La seconda, invece, riguarda i cosiddetti “falsi amici”: nella mia vita, (in particolare durante la mia adolescenza, quando ero inesperto e non avevo molta conoscenza del mondo) mi sono sempre fidato molto facilmente delle persone: a volte bastava semplicemente che mi sorridessero perché io mi predisponessi a concedere la mia amicizia. Purtroppo questo mio atteggiamento mi ha fatto prendere delle solenni bastonate, con le conseguenti delusioni che si possono immaginare.
Chiaramente, quando mi sono accorto che non si trattava di vera amicizia ho troncato subito la relazione. Ma ciò non impedisce che quando ripenso a questi “tradimenti” soffro veramente tanto! La stessa cosa mi è successa quando ho provato a fare amicizia con ragazze che erano già fidanzate e , chiaramente, loro non mi si filavano!
Ti chiedo: come posso fare per superare queste sofferenze interiori? E inoltre: come fare per cercare di sbagliare il meno possibile, quando tento di instaurare un rapporto di amicizia con gli altri? Ti ringrazio per la tua disponibilità!
Luca
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Caro Luca, comincio da una delle tue ultime domande: come posso fare per superare queste sofferenze interiori? Ricordo che una volta un ragazzo di un liceo palermitano mi fece una domanda simile: come possiamo fare per non soffrire nella vita? La risposta che gli diedi fu tanto semplice quanto cruda: c’è un solo modo per non soffrire nella vita ed è quello di non vivere affatto.
Le relazioni sono come una medaglia, che ha sempre due facce: se la prima è sempre illuminata dal sole, l’altra faccia è inevitabilmente all’ombra. Anche le relazioni più belle, inevitabilmente, finiscono presto o tardi per deluderci perché ci fanno sperimentare i limiti della persona amata, che si aggiungono naturalmente ai nostri. L’amore non è mai esente da ombre, fragilità, debolezze, per il semplice fatto che l’essere umano non è esente da ombre, fragilità, debolezze.
Ma l’alternativa non può essere smettere di amare, perché ciò sarebbe dis-umano, contrario a ciò che è umano. Chi non ama si abbrutisce; chi continua ad amare, invece, diventa capace di custodire la fragilità e di prendersene cura. Come facciamo con una farfalla, tanto bella quanto fragile.
Amare però non vuol dire essere ingenui e concedere la propria intimità a chiunque, per esempio nell’amicizia. Diventare amici significa condividere l’intimità interiore con qualcuno, che diventa nostro amico perché, con la fiducia e soprattutto col tempo, ci apriamo progressivamente a lui e gli permettiamo di entrare nel nostro mondo interiore. È un’esperienza bellissima da cui non possiamo fuggire per la paura di essere traditi; equivarrebbe a non respirare per la paura che l’aria inquinata ci faccia venire un malanno.
Quindi, non vivere le tue relazioni col freno a mano tirato; semmai non avere fretta di conoscere e di farti conoscere, dedica tempo ai tuoi amici e abbi la pazienza di svelare l’intimità poco alla volta; vedrai che l’amicizia si svilupperà con quella armonia che la renderà bellissima. E soprattutto potrai accorgerti dei falsi amici in tempo utile per non prenderti cocenti delusioni.
Il discorso dei tuoi genitori è un po’ più complicato da scrivere in poche righe. Posso solo dirti che col tempo mi sono convinto che non esistono al mondo genitori che non amano i figli. Ne esistono invece tanti che non sono capaci di mostrare quanto amano i figli. E tantissimi che non sono capaci di amare i figli come essi vogliono essere amati, che è forse la cosa più difficile da fare da parte di chi ama un’altra persona.
Abbi pazienza con i tuoi genitori, prova tu a dare loro quello che loro non riescono a darti e, forse, li vedrai cambiare poco alla volta. E se non cambiano non perderti d’animo e accetta quello che, con i loro limiti – ancora una volta, vedi come emergono i limiti e le fragilità nella nostra vita? – riusciranno comunque a fare per te. Per te sarà sempre poco. Ma per loro potrebbe essere tanto: potrebbe essere, oggettivamente, il massimo che riescono a fare. Per loro potrebbe essere tutto. E non è poco. Un caro saluto.
Saverio
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