Buongiorno Saverio, da pochi mesi sono diventata mamma, ma da quando ho scoperto di essere in dolce attesa non ho fatto più l’amore con mio marito, anche sotto consiglio del ginecologo per via di un problema. Da quando è nato nostro figlio io non riesco più neanche a coccolare o a farmi coccolare da mio marito.
Sia per stanchezza, mancanza di sonno, ma soprattutto perché non sento più la mia femminilità.

Ho sempre avuto “problemi “ col mio corpo e adesso anche se ho perso completamente i kili presi in gravidanza, non riesco a vedermi bene e a farmi toccare da mio marito. Che fare??

Neo-mamma

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Cara neo-mamma, quella che descrivi è un’esperienza molto frequente nelle coppie che hanno attraversato la tappa della gravidanza. Pensa che c’è chi parla del parto come “la tomba del sesso”, per gli effetti che ha sulla sessualità della coppia. Al di là della frase che ad alcuni può sembrare eccessiva, ti posso assicurare che il calo del desiderio sessuale è un evento assolutamente fisiologico in una coppia che ha appena avuto un bambino, soprattutto se si tratta del primo figlio.

I motivi sono tanti, a cominciare dai nuovi equilibri che bisogna ritrovare quando arriva un bambino in una famiglia. In particolare, poi, se si tratta del primo figlio, il suo arrivo destabilizza notevolmente la coppia, perché si inserisce in un sistema fino a quel momento caratterizzato esclusivamente da dinamiche di dualità. Pensa che la presenza del primo figlio in una coppia moltiplica in maniera esponenziale le relazioni che formano quel sistema familiare. Tu, ad esempio, dovrai imparare a relazionarti in maniera diversa con tuo marito, che intanto è diventato anche padre. Ma dovrai essere in grado di gestire anche due nuove relazioni: quella con tuo figlio e quella con la diade costituita da tuo marito e tuo figlio assieme. Moltiplica questo per le tre persone che siete adesso e ti renderai conto di quanto diventa complesso il sistema familiare con l’arrivo di un bambino.

A questa prima considerazione che può sembrare forse un po’ teorica ma non lo è, si aggiungono tanti altri effetti fisiologici e psicologici legati alla gravidanza prima e all’arrivo del bimbo subito dopo. La stanchezza, la perdita di sonno, la fatica fisica e mentale di accudire una creatura bisognosa di tutto rendono il pensiero dell’intimità sessuale qualcosa di molto lontano. Per la donna poi, c’è da aggiungere la paura di riprendere i rapporti dopo un lungo tempo di astinenza, il ricordo del dolore del parto, i postumi dell’eventuale parto cesareo o della episiotomia, i tessuti che faticano a ritornare nelle condizioni originarie.

Ma ti parlavo anche di effetti psicologici provocati dalla gravidanza e dal parto. A cominciar dal fatto che è l’identità stessa femminile che viene messa in crisi: fino a qualche mese fa tu eri donna e compagna di tuo marito, oggi sei anche madre. Questo ruolo può prendere il sopravvento sugli altri due, perché la maternità è spesso un’esperienza totalizzante che porta a concentrarsi esclusivamente sulle necessità del bambino Non è strano che questo incida sul rapporto con il partner e sulla percezione della propria femminilità.

A questo si aggiunge lo squilibrio ormonale che condiziona pesantemente il desiderio sessuale, provocandone un brusco calo. Il periodo che segue il parto può essere caratterizzato da forte stress che causa l’aumento di cortisolo, mentre l’allattamento fa aumentare la prolattina. L’incremento di questi due ormoni, unito al calo degli estrogeni per via dell’assenza del ciclo mestruale, influisce negativamente sul desiderio sessuale e provoca anche una notevole secchezza vaginale che rende i rapporti più difficili.

Nel tuo caso, poi, tutto è reso ancora più complicato dal rapporto problematico che dici di avere sempre avuto con il tuo corpo. La gravidanza cambia le forme del corpo, modifica il significato che una donna attribuisce al proprio seno (da fonte di piacere a simbolo di maternità per via dell’allattamento). Se questi cambiamenti possono essere metabolizzati con difficoltà da tutte le donne che hanno partorito, per te forse la fatica può essere ancora maggiore.

Che fare? Credo che tornare a far pace col tuo corpo sia una condizione necessaria per poter vivere senza apprensione, paure e sensi di colpa la relazione con tuo marito. Per farlo è importante senz’altro che comunichiate molto, che vi raccontiate le difficoltà e ciò che sentite in questo delicato momento della vostra vita di coppia: paure, inadeguatezze, aspettative. Già il fatto di parlarne tra di voi, molte volte, contribuisce a ridimensionare i problemi ed a rendersi conto che nel vostro rapporto non è venuto meno l’amore reciproco.

Per esempio, lui potrebbe aiutarti a capire che la tua femminilità non è venuta meno e che ti ama come e più di prima; tu potresti aiutarlo a superare il pensiero, quasi sempre presente negli uomini dopo la nascita del primo figlio, di sentirsi escluso e messo da parte dalla relazione simbiotica che si viene a creare tra te e tuo figlio. Per questo è importante che tu ti sforzi di dimostrare che non è così, attraverso piccoli gesti e attenzioni che da un lato lo aiutano a sentirsi parte attiva in questa nuova avventura, dall’altro gli garantiscono che continua ad essere per te quello che era prima dell’arrivo di vostro figlio. Parlatevi. L’alternativa è portare avanti un insieme di non-detti che possono fare molto male alla vostra relazione di coppia.

E’ chiaro che il modo di vivere la sessualità non potrà essere lo stesso che c’era prima della gravidanza. E’ necessario avere molta pazienza perché torni al livello di prima. Ma la sessualità non è soltanto il rapporto sessuale. Continuate a cercare momenti di intimità, fate in modo di dedicarvi piccoli spazi di condivisione sessuale, tornate ad alimentare la dimensione erotica che, ribadisco, non è legata solo al momento della penetrazione. E fate tutto con gradualità. Sono questi gli antidoti più efficaci per superare nel migliore dei modi le difficoltà relazionali di questa delicata fase della vostra vita.

Solo se da soli non ce la fate, allora può essere utile cercare un aiuto esterno. Alcuni incontri di consulenza, per esempio, possono essere di supporto per far ripartire nel migliore dei modi la vostra relazione e per individuare modalità alternative di vivere l’intimità sessuale, che rimane fondamentale nel vostro rapporto, nell’attesa di tornare a mettere in gioco il corpo nella sua interezza.

Un caro saluto.

Saverio

 

Se hai anche tu vuoi sottoporre una questione di relazione, o un problema di amore,  o di sessualità, oppure un questione educativa, puoi farlo scrivendo una breve lettera in questa pagina.

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