Ciao Saverio,

sono una studentessa universitaria , studio Psicologia ed ho seguito gli incontri di “Una storia unica” sia anni fa da liceale, che adesso da giovane universitaria. Rispetto agli anni del liceo i miei occhi sono cambiati, è cambiato il modo in cui guardo il mondo che mi circonda, ma la cosa più importante è che sono cambiata io.

Purtroppo crescendo le esperienze ti segnano, lasciano un solco più o meno profondo nel tuo cuore e a volte ti chiedi fino a quando riuscirai a sopportare , fin quando ne vale la pena. Ti affacci da piccola adolescente nel “mondo dei grandi”, finalmente sei pronta ad amare e ne senti il bisogno, tutto sembra bello e possibile. Ti accorgi peró che non sempre gli altri ti apprezzano, è più difficile del previsto incontrare la persona giusta ed è più facile invece incontrare quelle sbagliate. Io ho incontrato solo persone sbagliate , persone che mi hanno usata, delusa, che mi hanno fatto perdere la fiducia nell’amore grande, bello , vero, autentico.

Una parte di me sa però che l’amore esiste e sa di averne tremendamente bisogno. Poi però c’è quella parte fragile che predomina che si difende, che da 5 anni a questa parte ha deciso di costruire muri , barriere, castelli, barricate per difendersi da tutto e tutti. Mi accorgo che mi sto perdendo tanto, troppo, che potrei conoscere l’amore che ti riempie il cuore, quello che ti dà vita. Perché l’amore è come una moneta dalla doppia faccia: buio e luce, che coesistono insieme.

E così ti chiedo, come alimentare quella fiammella che sento dentro di me, ma che ancora è troppo debole?  Dove trovare il coraggio di lasciarmi andare dopo tutto questo tempo di “isolamento”? Come lasciarsi il passato alle spalle e guardare finalmente ad un futuro diverso?

Nicole

*****

 

Fa piacere leggere la lettera di una “affezionata” come te, che ha seguito il corso per ben due volte!  Anche se, probabilmente le Nicole che hanno seguito i due corsi sono persone molto diverse tra loro…
La Nicole liceale era forse più spensierata; adesso invece, dopo diversi anni che l’hanno fatta entrare nel “mondo dei grandi”, è cambiato il suo modo di vedere la vita. Oggi Nicole è più matura. Ha più esperienza sulle sue spalle. Ed è più consapevole delle fragilità, le sue e quelle degli altri, con una consapevolezza che è frutto della vita vissuta e dei solchi che la vita le ha lasciato.

Cara Nicole, le esperienze ci segnano, ci modellano, ci mettono alla prova, a volte ci feriscono e poi ci fanno crescere nuovi strati di pelle che permettono alle ferite di cicatrizzare. A volte però accade che non si è del tutto guariti e allora, anche dopo molto tempo, può succedere che qualche ferita torna a far male. Come quelle di cui parli tu nella tua lettera.

Fino a quando ne vale la pena, mi chiedi.
Sempre, ti rispondo.
Non c’è un limite, non può esserci un limite oltre il quale gettare la spugna senza che questo ci provochi una ferita ancora più grande. Vedi, una volta ho letto che il nostro cuore é come un mulino, mosso dal vento dell’amore. E questo mulino può macinare grano ma anche sterco. Dipende da noi! Cosa vogliamo dare in pasto al nostro cuore?

Pensaci: che cosa significa l’espressione “vale la pena”? Inverti le parole: “la pena vale?” La sofferenza che sei disposta a sperimentare per amare vale? Amare vuol dire, spesso, piangere. Che cosa ci guadagni a dare a questa pena il valore che merita? La volpe di Saint Exupery ti risponderebbe che ci guadagni il colore del grano, e tu dovresti ormai sapere che cosa vuol dire.
E se decidi che non ne vale la pena, che cosa ci perdi? Probabilmente la cosa più importante della tua vita, cioè l’arte di sapere amare, cioè di saper vivere.

Qualche giorno fa una ragazza a cui avevo chiesto di spiegarmi che relazione c’è tra intimità e autostima mi ha risposto così: “Quando una persona ha una grande autostima capisce che la sua intimità non è da concedere a tutti. L’intimità comporta una grande vulnerabilità, e per questo può essere data solo a qualcuno di cui ci si fida, che sia un amico, un partner, un parente…”.

L’intimità comporta una grande vulnerabilità. Se vuoi essere invulnerabile non concederla a nessuno. Ma, lo sai bene, non vivresti più; o meglio, la tua vita diventerebbe un inferno. Amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili, la ricordi questa frase?
E allora, vale la pena di essere vulnerabili? Non è forse una pena infinitamente minore di quella che proveremmo se rinunciassimo ad amare?

Mi chiedi come recuperare la fiducia che hai perso da quando ti sei affacciata nel “mondo dei grandi”. Cercala in quella parte di te che ancora sa che l’amore esiste e sa di averne tremendamente bisogno. Credimi, questa parte di te è molto più ricca e forte di quello che pensi.
Non ti risparmierà altre delusioni, perchè qualunque persona che ameremo non potrà nascondere la sua fragilità e, per questo, potrebbe deluderci nonostante le sue migliori  intenzioni. Non ti risparmierà la pena, ma ti darà la convinzione che questa pena vale.

Alzare i muri non ci ripaga, lo sai benissimo. Ci fa stare peggio, perché tutte le volte che lo facciamo ci cacciamo in una strada senza uscita. Non possiamo vivere senza amare. Non è umano.
Semmai sii più cauta nel concedere la tua intimità a chi davvero se lo merita. Non avere fretta di far maturare storie che hanno bisogno di tempo per consolidarsi e per diventare via via più belle.

Non stai perdendo tempo, Nicole; lo stai usando per conoscere l’amore vero, quello fatto di luci e ombre, che coesistono insieme, come scrivi tu stessa. E coesistono perché le ombre della persona che ami possano essere illuminate dalle tue luci. Essere luce per illuminare le fragilità dell’altro. Il quale, a sua volta e se tu glielo permetti, potrà dare a te quel calore che servirà a scaldare gli angoli fragili della tua anima.
Questo è l’amore e il tuo cuore, da ciò che mi scrivi, lo sa già. Aiutalo a non dimenticarlo mai.
Un abbraccio.

Saverio

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