Dove trovano i modelli i nostri ragazzi? La risposta non può essere che la stessa di sempre: nella famiglia innanzitutto e poi in quel “villaggio” di cui parla un famoso proverbio africano: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. Oltre alla famiglia la scuola, la chiesa, gli amici… Come è sempre stato.

Ma c’è una differenza rispetto al passato. Fino a qualche decennio fa il villaggio remava spesso nella stessa direzione della famiglia. Oggi il più delle volte non è così. O almeno non lo si può dare per scontato.
Oggi il villaggio è imprevedibile, confuso, instabile, soprattutto dal punto di vista dei valori. A volte, più che a un villaggio assomiglia ad una giungla che disorienta, distrae e spesso fa un lavoro contrario a quello della famiglia.

La soluzione non può essere, ovviamente, quella di isolare i figli e metterli dentro una campana di vetro. Sarebbe impossibile, irrealistico e anche dannoso. Si tratta semmai di metterli in villaggi amici, cercando in ogni modo altre agenzie educative che condividano i nostri valori familiari; se non tutti (è impossibile) almeno una buona parte dei valori.
È un lavoro impegnativo, certamente.
Ma l’educazione è un lavoro.
Ripagato non dai soldi ma da qualcosa che ha un valore superiore: il bene dei figli.

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