Indifferenza, freddezza, disinteresse, approssimazione, noia: sono tutti sintomi di quell’unica grande malattia capace di distruggere una relazione. Una malattia velenosa, tossica, che svuota la relazione dal di dentro e smorza sul nascere ogni speranza di rinascita. Almeno fino a quando non si debella questa malattia.
Sto parlando della trascuratezza. Troppe volte mi si presentano coppie arrivate al capolinea perchè si sono trascurate per troppo tempo. E che si pentono di non averci pensato prima.

A volte riteniamo ingenuamente che il nemico principale dell’amore sia il rancore, l’odio, la rabbia. E invece no. La rabbia, come ho già scritto, è un segnale di vita. La trascuratezza, al contrario, parla di morte.
Arrabbiarsi, in una relazione, vuol dire che c’è qualcosa che ci sta a cuore e che non funziona come vorremmo. Qualcosa di importante. O meglio, qualcuno di importante.
Trascurare, invece, significa, non dare importanza. Nè alle cose nè alle persone. Ecco perchè quando ad essere trascurato è l’amore, la relazione è destinata inevitabilmente a spegnersi.

Amare, in una relazione, richiede esercizio continuo. Amare comporta il prendersi cura. E’ come con una una lingua: più la parliamo e più diventa fluida e scorrevole. Altrimenti si atrofizza e perdiamo la capacità di usarla bene.
Allo stesso modo, nell’amore si sale o si scende. Non c’è una terza possibilità. Fermarsi equivale a scendere. E trascurare vuol dire fermarsi, perchè se si smette di prendersi cura dell’amore, esso inizierà a indebolirsi, fino a fermarsi.
Amiamo, prendiamoci cura, ogni giorno, delle persone speciali che la vita ci mette accanto. E’ l’unico modo per rimanere accesi. Per rimanere vivi.

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